STELLE
INDIFFERENTI
Di Urd
“Mani, chiede le tue mani,
i tuoi discorsi strani,
non gli interessano.
Mani, Tra le gambe, Mani
Forse è già domani,
o è un altro attimo.
Subsonica - Giorni a perdere -
Parte 8 – MANI
L’origine delle loro discussioni non era mai seria. Non più, almeno. Non da
quando il loro rapporto era andato a complicarsi in quel modo. Esso ormai si
riduceva ad uno strano scambio di battute calcolate e innaturali.
Kurenai tormentava con le bacchette un pezzo di carne, girandolo su se stesso,
indecisa se metterlo in bocca. Asuma, invece la osservava un po’ stufo di
quella situazione.
“E’ tutto a posto?” chiese il jonin toccandole un polso.
Lei parve riscuotersi dai propri pensieri nel sentire quelle dita calde
sfiorarla.
“Uhm? Ah, sì… - mormorò - …anche se sono ancora un po’ dolorante.”
“Forse dovresti farti vedere dalla hokage.”
La mora scosse leggermente la testa.
“Ma no, sto bene.” Assicurò, stringendo i denti. Il fianco e il ventre in
realtà le bruciavano e l’idea di mettere in bocca anche solo una briciola le
dava il voltastomaco.
“Sei veramente ottusa, accidenti!”
“Non sono ottusa è che non ho intenzione di disturbare l’hokage per una
stupida ferita di battaglia, perfettamente curabile.”
Asuma la guardò preoccupato, poi sospirò. A volte Kurenai sembrava proprio una
bambina. Eppure, nei suoi modi di fare, c’era qualcosa che lo spingeva ad
amarla. La jonin spesso sembrava seria, tranquilla, ma nascondeva ciò che
provava realmente. Un senso di angoscia che lui aveva imparato a conoscere con
gli anni.
“Non dovevi vederti con Shikamaru?” chiese la donna all’improvviso, per
cambiare argomento.
Il jonin sorrise, accogliendo quella richiesta a farsi i cavoli suoi.
“Mi ha dato buca, il ragazzino. Dice di essere indaffarato per i
risultati degli esami, visto che deve presenziare con la committenza. Ma se devo
essere sincero… - il jonin si accese una sigaretta, appoggiando il gomito sul
tavolo – Secondo me si vedeva con Temari.”
Kurenai non riuscì a trattenere una risatina, ma le morì sulle labbra nel
sentire una fitta fortissima all’altezza dello stomaco. Da quando erano
tornati dalla missione accusava forti bruciori, un malessere diffuso che la
faceva sentire fiacca. Si era detta che probabilmente era ancora indolenzita per
gli scontri avuti con i ninja nemici e che sarebbe guarita entro qualche giorno,
ma adesso non ne era più convinta. La testa, come se non bastasse, aveva preso
a girare vorticosamente.
“Mi piace quella ragazza, ti dirò…” Asuma continuava il suo discorso, ma
la mora faticava a stargli dietro.
/Che mi succede?/ si chiese sudando freddo.
Poi, d’un tratto le parole che sentiva si spensero di colpo, così come le
immagini davanti ai suoi occhi. Sentì un forte richiamo, il senso di vuoto che
la attirava a sé, il legno del pavimento e tante persone attorno…
“Sakura-chan…”
Quel suono arrivò alla chunin tremendamente lontano. Il letto era caldo e
soffice e i suoi muscoli rilassati, abbandonati dolcemente in quelle coltri
profumate di pulito. Era una sensazione di leggerezza totale.
La ragazza, ancora avvolta nelle spire del sonno, aprì lentamente gli occhi,
trovandosi quelli azzurri del compagno molto vicini.
“Sakura-chan…buongiorno…” mormorò nuovamente il ragazzo al suo fianco,
accarezzandole una guancia calda.
Finalmente, lei parve destarsi completamente e gli rivolse un sorriso.
“Naruto-kun…” lo chiamò piano avvicinandosi. Lui le passò un braccio
dietro la schiena, tirando un po’ più su le coperte.
“Non volevo svegliarti.” Ammise il biondo, inspirando il profumo della
ragazza, baciandole piano i capelli. Lei sfregò una guancia sul petto nudo del
genin e sorrise.
“Tranquillo, è colpa mia. Mi sono riaddormentata quando hai chiuso la
porta.”
Sakura si lasciò cullare in quel dolce abbraccio, ripensando a ciò che era
accaduto la sera prima, alla dolcezza dei gesti di Naruto, ai loro corpi uniti
in qualcosa di perfetto. Non c’era nulla di doloroso, nulla di strano o
contrastante con la notte dello stupro, che adesso le sembrava solo una foto
sbiadita. Tuttavia, c’era ancora…sbiadita, ma incancellabile. Nel suo
animo avrebbe sempre pensato a quel momento. Si strinse un po’ di più al
compagno, irrigidendosi a quel pensiero.
“E’ tutto a posto.” Le sussurrò Naruto, accarezzandole dolcemente la
testa e la schiena.
/Non ti lascerò Sakura, te lo prometto, nessuno potrà più farti una cosa del
genere./ pensò determinato, felice di averla con sé. Quella sensazione di
appartenenza, di felicità pura e semplice rendeva entrambi un po’ più
tranquilli.
“Sakura… - Naruto lasciò che lei alzasse il viso per guardarlo negli occhi,
prima di continuare – Non l’hai fatto per paura, vero? O per dimostrarmi
qualcosa…?”
Lei sorrise. Naruto era proprio tenero a volte.
“E’ tutto a posto Naru. Sto bene…molto.”
Il biondo parve rincuorato da quella conferma.
“Sono contento… è accaduto tutto piuttosto in fretta e non volevo che tu
pensassi che io…cioè…” ecco, le parole iniziavano a mancargli!
/Maledizione!/imprecò il giovane ninja /Ero andato così bene sinora!/
Sakura dal canto suo, nel vederlo così impacciato non poté non scoppiare in un
risata.
“Naruto, sei incredibile!” esclamò divertita.
“Non ridere, cercavo di essere chiaro.”
“Scemo, guarda che ho capito, davvero. – lei gli baciò la punta del naso
– E’ tutto ok, quindi smettila di farti paranoie inutili.”
“Sakura-chan…”
Il ragazzo rimase rapito ad osservarla, era incredibilmente bella.
/Come sono fortunato…è così carina!/ pensò stringendola più forte nel suo
abbraccio. Si guardarono nuovamente negli occhi, prima di scambiarsi un bacio
leggero, un altro, poi un altro ancora…ed infine le loro labbra si schiusero,
le loro lingue si mischiarono assieme al respiro, ai pensieri, al chakra…
La chunin accarezzò le scapole lisce con i polpastrelli, per poi affondare le
dita in quella pelle calda, quando lui le si portò sopra.
Una mano del genin era già scivolata sulla cintura dello yukata, slacciandola
con decisione.
/Avanti Naruto…avanti…/ sogghignò Kyūbi divertita.
Neji si alzò, la figura solenne ed elegante si mosse con studiati movimenti,
quelli di chi ha da sempre seguito una ferrea disciplina. Camminava per i
corridoi della tenuta Hyuga, nascondendo con la freddezza, una strana ansia che
negli ultimi giorni si era fatta più densa. Il kimono frusciò lievemente,
danzando leggero sotto i deboli raggi del sole che attraverso gli shoji
squarciavano la penombra che regnava nella villa.
“La stavo aspettando, Gai-sensei.” Disse il giovane jonin, aprendo la porta.
“Come siamo seri! E’ successo qualcosa Neji?”
Il ragazzo abbassò lo sguardo per un istante, poi lo riportò sull’uomo che
aveva di fronte.
“Avrei bisogno di parlarle, sensei. La questione è piuttosto delicata.”
Il jonin stava per ribattere dicendo che era molto felice di poter essere
d’aiuto al suo allievo, che la giovinezza lo avrebbe guidato nel cammino e
altri vaneggiamenti di quel tipo, ma si rese conto dall’espressione dello
Hyuga che quello non era il momento adatto.
Con un gesto silenzioso, il giovane invitò il maestro ad entrare, poi chiuse la
porta e lo condusse in cortile.
Il sole, alto nel cielo, illuminava la chioma del grande salice che si ergeva
imponente al centro del giardino. La ghiaia era perfettamente disposta, come se
tutti i piccoli sassi fossero stati affiancati uno all’altro con un lavoro
meticoloso.
In quelle settimane Neji aveva pensato a lungo a ciò che sapeva sul chakra. Di
certo era informato ed aveva elaborato diverse teorie. Tuttavia gli mancava
l’esperienza, quindi il pensiero che aveva formulato non era basato su fonti
troppo solide. Il giovane Hyuga sperava che Gai Maito, persona dal dubbio gusto
estetico ma abile ninja, avrebbe saputo dargli qualche consiglio. La situazione
non prometteva niente di buono e Neji aveva bisogno, nonostante fosse stato
promosso a jonin, di un consiglio.
“Sensei…avrei delle domande da farle sul flusso del chakra.” Annunciò il
giovane, facendo sedere il maestro di accanto a sé, sul pavimento del portico.
“Come mai questo improvviso interesse? – chiese il più anziano, alzando un
sopracciglio – Credevo di aver fatto con te questa lezione un paio di anni
fa.”
“L’Akatsuki si sta muovendo per recuperare i bijū, i cercoteri…” il
ragazzo decise di prendere il discorso un po’ alla lontana.
L’uomo annuì senza stupirsi del fatto che il giovane fosse a conoscenza dei
movimenti dell’organizzazione criminale: Neji era stato informato
personalmente dall’hokage assieme agli altri jonin del villaggio.
“Mi sono dunque chiesto, cosa potessero farsene di quei mostri dal chakra
tanto potente. Voglio dire, è logico che siano alla ricerca della loro forza,
ma a livello fisico cosa accadrebbe? Ho formulato diverse ipotesi, ma non riesco
ancora ad avere un’idea chiara. – il giovane Hyuga fece una pausa alzando lo
sguardo sul cielo terso – Il chakra circola nel nostro corpo in un apparato
ben distinto, proprio come il sangue. Quello di un cercoterio, e parlo di un
demone come Kyūbi, nascosto in un corpo umano, si intreccia con quello
della sua Forza Portante.”
“Sì, beh, dipende anche dal demone. Ma in sostanza è così. E’ come se
fossero due apparati distinti.”
“Quindi, se in un unico corpo, vi fossero più bijū, questo diverrebbe
praticamente invincibile ed avrebbe una risorsa di chakra quasi inesauribile.”
“Sì…Bisogna anche tenere presente che il corpo che contiene un cercoterio
deve essere molto forte anche dal punto di vista del sistema circolatorio del
chakra. Far convivere in un’unica persona più demoni, credo sia una cosa
abbastanza difficile. E’ anche vero che ancora non sappiamo cosa abbia
intenzione di fare l’Akatsuki e soprattutto se conosca delle tecniche per
sbloccare quelle di confinamento.”
Per un attimo nella mente di Neji passò il viso di Sakura; lei, sarebbe stata
abbastanza forte per quello? Senza esitare arrivò alla domanda che più gli
premeva sulle labbra:
“Quindi…esistono altri modi, oltre alla Fuiin Jutsu per imprigionare
un bijū dentro una persona?”
Il maestro dello Hyuga si passò una mano sotto il mento con fare pensieroso.
“Direi che ci sono diverse ipotesi al riguardo. Ma non è nulla di sicuro, in
quanto nessuno le ha mai messe in pratica. O almeno, non ne abbiamo notizie
certe.”
La fronte di Neji si corrugò leggermente.
“Si potrebbero, per così dire, sfruttare le porte del chakra per insinuarsi
dentro la Forza Portante tramite il sistema circolatorio?”
“Beh, in teoria è possibile…anzi, la tecnica utilizzata dal quarto Hokage,
sfruttava proprio la porta della visione. Difatti il sigillo che contiene
il demone della volpe è posto sul ventre di Naruto.”
Neji abbassò lo sguardo sulle proprie gambe fasciate dal kimono di seta. Le sue
supposizioni prendevano sempre più forma, ma aveva bisogno di conferme. Se ciò
che gli era venuto in mente era vero, avrebbero avuto a che fare con qualcosa di
molto pericoloso.
“Quindi anche tramite la porta dello stupore…?”
Il sensei aggrottò le sopracciglia, senza capire.
Il giovane Hyuga, non si preoccupò e continuò il suo discorso:
“Si potrebbe trasmettere quel nuovo chakra attraverso un rapporto sessuale ad
esempio? – Neji non guardò il proprio maestro, si stava imponendo di non
lasciarsi prendere dall’imbarazzo nel chiedere una cosa simile, ma non ci
riusciva – Voglio dire, da un uomo a una donna?”
“Credo di non aver afferrato esattamente, Neji… - commentò Gai sorpreso da
quella domanda – Mi stai chiedendo se la forza di un bijū può essere
trasmessa attraverso il concepimento di un figlio?”
“No. Non è questo che intendo, ma semplicemente se un uomo può imprimere
nella donna, che ha più facilità a sbloccare la porta dello stupore, un
eventuale demone…”
Il sensei si grattò il naso, riflettendo a lungo prima di rispondere.
“Non ci avevo mai pensato.”
Neji rimase serio, puntando lo sguardo davanti a sé.
“Ci potrebbe essere uno scambio di energie anche consistente. Ma Neji, perché
mi stai chiedendo queste cose? Non riesco a credere che ti siano venute in mente
senza un motivo.”
Il ragazzo strinse la stoffa del kimono, indeciso se rivelare ciò che sapeva al
suo sensei. Rifletté sulla possibilità di salvare Sakura, ma alla fine:
salvarla da cosa? Stava bene, era viva e più forte di prima. Eppure, qualcosa
gli diceva che quello che stava accadendo alla chunin non era normale. Era
sicuro che si trattasse di un piano ben studiato. Ancora non sapeva spiegarsi
perché ne fosse tanto certo, ma era sempre stato convinto del fatto che certe
cose non accadevano per niente. Non in quel momento, quando l’organizzazione
denominata Akatsuki aveva intenzione di impossessarsi dei jinchūriki.
“Io non dovrei parlargliene Gai-sensei…- ammise il ragazzo, lo sguardo basso
– ma mi trovo costretto a farlo, quindi la prego di non farne parola con
nessuno. E’ un ordine della Godaime.”
Il jonin dalle folte sopracciglia, annuì, una lieve ansia nel cuore. Non era
facile far parlare a lungo Neji, e soprattutto non era uno da confidenze
importanti.
“Si tratta di Sakura Haruno.”
Asuma spense con violenza l’ennesima sigaretta, dopo aver ignorato più volte
le lamentele dell’infermiera.
“Sarutobi-san, ancora qui?” chiese Shizune, passando davanti al jonin.
L’uomo, cercò di non guardare il camice tinto di rosso all’altezza del
ventre che la ragazza indossava.
“L’operazione è terminata?”
“Tsunade-sama sta finendo in questo momento di suturare con il chakra alcune
ferite, dovrebbe aver quasi finito. – la ragazza si sfilò la cappa
insanguinata, rimanendo in kimono – Non si preoccupi, credo che sia andato
tutto bene.”
Il ninja sospirò.
“Meno male. Ero preoccupato.”
La medico lo guardò comprensiva, un dolce sorriso sulle labbra.
“Yuhi-san è una donna forte e coraggiosa. Si riprenderà in fretta. Dopotutto
è riuscita a sopravvivere quattro giorni con delle ferite tanto gravi.”
“Di cosa si è trattato esattamente?”
La mora si sedette accanto al sensei di Shikamaru, piegando con insistenza il
camice.
“Beh…è stata avvelenata. – esordì la mora - Ha riportato alcune lesioni
interne dovute ad alcuni attacchi. Si è trattato di colpi piccoli,
probabilmente shuriken, che non hanno avuto gravi conseguenze esterne. ll
veleno, però stava piano piano ledendo le pareti di organi importanti, come
utero, ovaie, reni, stomaco…era tutto contaminato.”
L’uomo si passò una mano sulla fronte.
“Ci vorrà del tempo, ma non si preoccupi…” Shizune, si aprì nel suo
miglior sorriso, che non calmò il jonin. Ciò che infastidiva Asuma era il non
essersi accorto di nulla. Lui, che avrebbe dato un arto, o la sua stessa vita
pur di proteggerla…Era ridicolo! Per un attimo tornò alla sera dello scontro
con i ninja nemici e si maledì. Possibile che avesse dato per scontato che lei
stesse bene? Possibile che Kurenai fosse tanto brava a fingere?
In quel momento i suoi pensieri furono interrotti dall’arrivo della hokage.
La donna, profonde occhiaie a solcarle il viso, sembrava veramente esausta.
L’operazione si era protratta a lungo, ma tuttavia conclusa con un discreto
successo.
“Tsunade-sama!” esclamò il jonin scattando in piedi.
La hokage lo guardò spenta, abbozzando un sorriso.
“Come sta?” chiese Asuma, con cautela.
“E’ presto per dirlo. – ammise la donna, avvicinandosi e levandosi a sua
volta il camice – L’operazione è riuscita, ma ci sono state conseguenze
permanenti. Alcuni tessuti sono danneggiati in modo irreparabile…”
Kakashi fissava il soffitto. Era una sua abitudine da molti anni. Prima di
addormentarsi, dopo aver riposto il suo libro sul comodino, passava le ore a
guardare in alto, interrogandosi sulla sua vita talmente tanto, che ormai
avrebbe dovuto cercare in quelle passate per trovare domande nuove.
Durante la giornata aveva osservato i comportamenti di Naruto e Sakura, cercando
di non interferire troppo: avevano bisogno di quei momenti, non poteva
impedirlo. Più che altro non ci riusciva. Vedere la chunin sorridere era
diventato improvvisamente un dono prezioso, ed aveva accantonato ogni sua
priorità. Ogni volta che Naruto le si avvicinava, aveva per lei una battuta,
una frase gentile, un bacio sulla guancia, un abbraccio. E lui, il loro maestro,
non avrebbe rovinato quegli ultimi attimi di pace prima della tempesta.
Sospirò girandosi su un fianco, un braccio sotto al cuscino. Non riusciva a
scrollarsi di dosso la sensazione che qualcosa gli stesse sfuggendo. Lui era
Kakashi Hatake, insomma, non poteva perdersi in simili elucubrazioni, ma
calcolare ogni mossa.
Chiuse gli occhi e pensò a Kurenai.
Gli sembrava infinitamente lontana in quel momento. Lontani i loro discorsi, le
scemenze prive di spessore, i piccoli gesti condivisi. Si ricordò dell’ultimo
pianto silenzioso, che l’aveva colta prima di partire e sperò, con tutto se
stesso, che adesso quel dolore non ritornasse. Non avrebbe sopportato l’idea
di quelle lacrime solitarie, o, ancor peggio, asciugate da un altro.
Il jonin a quel punto si portò seduto, ormai preda dell’insonnia, e decise
che fare due passi gli avrebbe fatto bene.
Il corridoio del ryokan era illuminato da fiamme tremolanti di alcune candele,
che bruciavano silenziose, rendendo l’atmosfera di un soffuso color ocra.
Il jonin scese le scale lentamente, lasciando che il silenzio invadesse ogni sua
cellula, e si avviò verso il porticato che dava sul cortile interno. E lì,
seduti vicini a scambiarsi effusioni, vide proprio Naruto e Sakura.
Immediatamente si bloccò, osservando le gote arrossate della sua allieva e il
sorriso luminoso che rivolgeva all’altro. Una grande amarezza si dipinse sul
viso stanco del maestro. Si ritrovò a pensare che l’hokage aveva scelto i
soggetti sbagliati per quella missione, troppo coinvolti personalmente nella
vicenda. Forse avrebbero dovuto lasciar perdere la missione… Ma lui non era
mai tornato indietro sulle proprie scelte. E non poteva farlo ora, non ora che
gli incubi lo assalivano, che i ricordi e la frustrazione lo tenevano
prigioniero in un limbo.
Deciso a non disturbare i due giovani, l’uomo si voltò, rientrando e si
diresse verso il giardino sul retro. Una volta fuori, guardò la luna che si
lasciava accarezzare da nubi di cotone. Poi, scese ad osservare gli alberi, che
si abbracciavano scuri, creando un impenetrabile foresta ai margini di quel
piccolo villaggio. Per un attimo, ebbe la sensazione di essere osservato, ma
svanì immediatamente. Era un ninja esperto e sapeva percepire alla perfezione
un’altra eventuale presenza vicina.
Si trattava di semplice paranoia da troppe seghe mentali, si era detto, sedendo
su una roccia.
“Hatake-san…” la voce dolce della figlia della padrona, risuonò
dolcemente nella notte.
L’uomo alzò l’unico occhio aperto sulla donna.
“Hatake-san, non riuscite a dormire?”
L’uomo non rispose, tornando guardare i tronchi scuri degli alberi.
“Hatake-san, perdoni la mia insistenza, ma se vuole posso prepararle un bagno.
Dopotutto…nulla è rilassante come l’indossare uno yukata, dopo un bel bagno
caldo.”
La ragazza, capelli lunghi e lisci, color cobalto, rimase in ginocchio in attesa
sulla soglia.
Kakashi sospirò impercettibilmente, pensando che infondo, levarsi la tuta e
fare (un altro) bagno, forse non era una cattiva idea.
“Va bene, accetto.” Sorrise infine. La ragazza annuì e si allontanò
silenziosa.
Una volta rimasto solo tornò prepotentemente ai suoi pensieri. Aveva bisogno di
capire. In Sakura c’era qualcosa di diverso, dentro di lei scorrevano due
chakra distinti, conseguenza di una violenza carnale. Seguendo questo filo
conduttore, poteva dedurne semplicemente che il secondo chakra appartenesse a
chi l’aveva violentata, o che comunque fosse entrato nel suo corpo in quel
momento.
Forse come c’era entrato poteva uscire…?
Forse, l’avrebbe annientata lentamente?
Ma perché?
PERCHE’?!
/Che quel chakra, le sia stato immesso di proposito?/ concluse serrando la
mascella.
/Ma a quale scopo, dannazione? Forse è un esperimento…forse è una nuova
tecnica di confinamento…/
Quando i pensieri divennero troppo pesanti per il suo mal di testa, l’uomo
sbuffò sonoramente e si alzò per rientrare nel ryokan.
Quando passò per il cortile, Naruto e Sakura non c’erano più.
Erano mani, solo mani.
Palmi sudati e dita infuocate, non lame, non armi, ma mani.
Solo pelle, carne, ossa. Qualcosa che in teoria non poteva ferire se non con le
unghie. Eppure corrodevano il suo corpo ad ogni carezza.
Erano…semplicemente…troppo…
Troppo cosa?
/Sono solo mani./ si era ripetuta, appoggiando la guancia al terreno bagnato,
tirando su con il naso nonostante la pioggia.
Quelle mani ferivano, laceravano, prendevano e violavano.
Quei palmi schiacciavano i suoi
seni,
quelle dita li stringevano
possessivi e
quelle unghie graffiavano la pelle.
/No. Non è così. Sakura, lo hai voluto…non…dovrebbero ferire…/
Smise di respirare.
Rimase in ascolto.
Ed i gemiti si susseguirono rochi contro il suo orecchio.
Poi, qualcosa improvvisamente si ruppe.
Percepì il bruciore esplodere in mezzo alle gambe.
/Non c’entra. Non può./
Si era detta, terrorizzata. Invece con la violenza, lui riuscì ad ottenere
anche quello.
E lei non capiva. Come aveva fatto? Scioccamente, inesperta forse, si era
chiesta “Da dove?” fosse entrato.
/Davvero il mio corpo è fatto per questo?
Per questa cosa terribile?
Per questo dolore, che mi blocca il respiro in gola?
Non doveva essere una manifestazione d’amore profondo?
Come può, l’amore, fare tanto male?
Le persone che si amano, lo fanno.
Le persone che si amano, si feriscono in questo modo?
Ma forse è solo che…non doveva andare proprio così…forse non funziona
davvero in questo modo.
Forse io…
Io…
…sto…
…sto…
…per…
…m o r i r e ? /
“Sakura-chan…” improvvisamente, udì un lamento preoccupato.
Da dove arrivava? Di sicuro da molto lontano, da quanto era flebile.
Stancamente aveva chiuso gli occhi e aveva lasciato perdere, aveva solo pregato
finisse in fretta. Ma quel richiamo le aveva sollevato le palpebre.
“Sakura-chan…mio Dio…”
La ragazza vide la maschera quasi attaccata al proprio volto, percepì il
respiro affannoso attutito dietro di essa, e gli occhi scuri liquidi di
desiderio.
E lei non respirava…non ce la faceva…sentiva quel corpo premere, spingere e
distruggere.
Pianse nuovamente dalla disperazione di non potersi liberare, pianse tanto che
la sua bocca tremò più volte alla ricerca di un ossigeno che non arrivava.
Tossì,
strinse i denti,
chiuse gli occhi
e pregò…
/Naruto!/
“Kakashi-sensei!” il copia ninja si svegliò di soprassalto a quel richiamo.
Gli era sembrato di aver dormito solamente due minuti, ma il chiarore
dell’alba arrivava a lambire la sua finestra, segno che dovevano essere
passate almeno 3 ore buone. Dietro alla sua porta Naruto stava picchiando
insistentemente contro il legno.
“Kakashi-sensei!” un altro grido, mentre il jonin si metteva seduto. Scosse
la testa ancora stordito per il brusco risveglio e si precipitò ad aprire.
“Naruto, che diavolo succede?!” esclamò accigliato.
Il maestro rimase un secondo in silenzio, notando l’espressione sconvolta del
genin.
“Kakashi-sensei…Sakura-chan sta male!” esclamò Naruto concitato,
invitando il maestro a seguirlo nella sua stanza.
L’uomo, a quelle parole si era limitato a seguire il ragazzo, quasi avesse già
intuito qualcosa.
Il senso d’ansia che aveva provato nelle ultime sere, si solidificò
fastidioso all’altezza dello stomaco.
Quando entrarono Kakashi vide Sakura stesa sul letto di Naruto. Aveva gli occhi
fissi al soffitto e tremava fortissimo, stringendo fra le dita le lenzuola
candide. Lo yukata, si apriva sul suo ventre, lasciando nude le gambe semi
piegate, che la chunin agitava nervosamente, quasi volesse liberarsi di una
presenza invisibile.
A quella visione il copia ninja rimase sconcertato, si avvicinò rapidamente
all’allieva e la osservò preoccupato.
“Che cosa è successo, Naruto?” chiese il jonin, salendo sul letto con le
ginocchia.
“Io…non lo so…Ho anche provato a chiamarla, ma non si sveglia!”
Il maestro si voltò, fulminando il genin con lo sguardo.
“Cosa…cosa stavi facendo con lei…?”
Il biondo rimase a guardare il sensei, aprendo la bocca per parlare, ma le
parole gli morirono in gola. Cosa poteva dire? Che l’aveva stretta forte? Che
poi, piano piano, lei si era fatta languida e sensuale? E lui…lui aveva
cercato di resistere, ma Kyūbi…Credeva
di non aver fatto nulla di sbagliato! Avrebbe voluto urlarlo al suo sensei, ma
tacque, senza riuscire ad esprimersi. Ora l’importante era che Kakashi facesse
qualcosa per Sakura.
Il jonin, dal canto suo, non si curò di quell’espressione, ma anzi afferrò
la chunin per le spalle cercando di guardarla negli occhi.
“Sakura!” la chiamò, cercando di risvegliarla. Ma fu inutile,
lei…sembrava non vederlo. A quel punto il copia ninja le si sdraiò sopra,
cercando di non schiacciarla e aprì l’occhio sinistro.
“Naruto, dammi una mano: tienile le gambe!”
Il biondo si riscosse dai propri pensieri e fece ciò che gli era stato
ordinato.
Kakashi abbassò lo sguardo sugli occhi della giovane, che nel frattempo si
erano riempiti di lacrime. Vederla in quello stato sconvolse il sensei ancor più
della mattina seguente alla notte dello stupro. La vedeva soffrire, e si sentiva
terribilmente impotente. Quella bambina, quasi sua figlia, non lo avrebbe mai
meritato.
“Sakura… - mormorò accarezzandole la fronte, in un gesto paterno -
…guardami!” ordinò. Ma lei non pareva ascoltarlo, se i suoi occhi
incontravano quelli del maestro, era solo un caso. Lei, non riusciva realmente a
vederlo.
Lo sharingan iniziò a bruciare lievemente, ma il jonin non vi fece caso, doveva
riportare indietro la sua allieva, a tutti i costi! Non c’era tempo per
pensare al dolore, o alle conseguenze.
I tomoe vorticarono nell’iride scarlatta e i contorni della stanza
divennero improvvisamente indistinti; tutto, persino l’aria, mutò
completamente. Il jonin percepì un forte dolore alla testa, e il corpo farsi
sempre più pesante, finché non si rese conto di non essere più nel ryokan.
Sakura era ancora sdraiata sotto di lui, i vestiti bagnati appiccicati alla
pelle, il viso sporco di fango e le mani bloccate sopra la testa da due kunai.
“Sakura…” mormorò allungando una mano per sfiorarle una guancia, ma lei
piegò il viso dall’altra parte, come rifuggire quel contatto. La vide gemere
contro il fango, l’espressione di puro dolore sul viso.
Ed improvvisamente desiderò non aver mai avuto lo sharingan.
Kakashi si ritrovava esattamente al posto dell’uomo che l’aveva violata.
/Oh mio Dio…/ disgustato, si alzò lentamente in piedi osservando la ragazza
come fosse parte di un sogno indistinto. Si era ritrovato in quel bosco, nel
momento in cui la chunin era rimasta sola dopo la violenza.
Si inginocchiò a terra e allungò la mano per accarezzarle il viso, ma non la
toccò.
“Piccola…” mormorò, seguendo con lo sguardo quel corpo martoriato: la
maglietta porpora sporca di fango completamente appiccicata alla pelle, la gonna
accartocciata sul ventre, le gambe livide, piegate a nascondere la sua purezza
infranta.
Quella vista, fu un pugno allo stomaco.
Non era un sogno, era accaduto davvero.
Sakura era stata violentata ed era rimasta sola a piangere sotto la pioggia. Al
buio. Illuminata da una luna impietosa e da stelle completamente indifferenti.
Ed ora tremava fragile, quella piccola foglia di ciliegio…
Kakashi sentì gli occhi, dopo anni in cui credeva non avessero più la
possibilità di farlo, inumidirsi.
Si avvicinò alla ragazza lentamente, e finalmente la vide voltarsi a guardarlo.
Lo fissava spaventata, con le labbra spaccate e gonfie.
“Sensei…”mormorò tra le lacrime.
L’uomo le si inginocchiò accanto e la liberò dei kunai, sentendola gemere di
dolore.
“E’ finita Sakura…” mormorò dolcemente, abbracciandola forte. Lei si
aggrappò alla tuta color della notte, e pianse ancora.
“Sensei…sensei…”
Kakashi cercò di infondere un po’ di calore in quel corpo, ma lei continuava
a tremare.
“Stai tranquilla, adesso. – fece risoluto - Ti riporto a casa.”
Naruto era rimasto a tenere le gambe della ragazza immobili, disperato da quella
situazione. La sua amata Sakura…Che cosa le aveva fatto?! Accidenti a quella
dannata volpe…
Passarono pochi minuti, poi sentì un mormorio flebile da parte della chunin:
“Sensei…”
Kakashi sorrise, accarezzandole una guancia.
La ragazza lo guardò sorpresa, poi notò la posizione in cui si trovava e la
sua espressione divenne ancor più stupita.
“Naruto…ma…ma…cosa?”
Il copia ninja si alzò dal letto ed aiutò l’allieva a rimettersi seduta.
“Stai bene?” le chiese, sinceramente sollevato.
“Io…sì…ho un po’ di mal di testa – e detto questo si portò una mano
alla fronte – Ma cos’è successo?” chiese infine, coprendosi meglio con lo
yukata, quando si accorse di non portare nient’altro sotto.
Il jonin la guardò preoccupato, poi guardò Naruto.
“Hai avuto una crisi.” Accennò il biondo. Avrebbe voluto aggiungere altro,
ma Kakashi lo fermò. Andava bene così. Non c’era bisogno di altre
spiegazioni.
“Sakura, la partenza era prevista per questo pomeriggio, ma…”
“No! Sensei… - la chunin aveva guardato determinata il proprio maestro,
interrompendo il suo discorso - …io…sto bene, sul serio! Posso partire,
anzi, voglio partire!” lo pregò.
L’uomo la guardò negli occhi, e lei si sentì stranamente a disagio.
“Sakura… - mormorò il copia ninja, una stretta al cuore nel vederla così
bella e al contempo fragile- …va bene, ma adesso riguardati, cerca di
riposare.”
La chunin annuì e fece per alzarsi, ma il suo maestro le appoggiò le mani
sulle spalle e la fece sdraiare.
“Resta pure qui, non preoccuparti. - Sorrise, coprendola con il lenzuolo. –
Naruto…stalle vicino.”
Il biondo, che non si aspettava di certo una frase simile, ma una bella
paternale del tipo “ti avevo avvertito…!”, guardò il maestro stupito e
annuì.
Quando Kakashi richiuse la porta della propria stanza, gli sembrò che questa
facesse un rumore infernale. Stancamente vi si appoggiò con la schiena e reclinò
leggermente la testa all’indietro sospirando. Lentamente, si lasciò scivolare
a terra e si prese il volto fra le mani.
Quella mattina, con l’alba che portava i primi raggi del sole, pianse per la
prima volta dalla morte di Obito.
- Continua…-
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alla Parte 7 - Vai
alla parte 9
Glossarietto (thanks to wikipedia!XD):
Bijū : cercoterio, demone di chakra o come lo volete
chiamare
Jinchūriki: uomo nel quale è stato sigillato un cercoterio
Tomoe: forma giapponese astratta che assomiglia ad una virgola (contraddistingue
lo sharingan!)
Ryokan: Albergo tradizionale giapponese
Fuiin Jutsu: tecnica di confinamento usata dal quarto Hokage per sigillare Kyubi
dentro Naruto!
Altre note: PORTE del sistema circolatorio del chakra
• Porta dell'Apertura (開門 Kaimon)
parte sinistra del cervello(?)
• Porta del Riposo (休門 Kyūmon)
parte destra del cervello(??)
• Porta della Vita (生門 Seimon)
situata sullo sterno
• Porta della Ferita (傷門 Shōmon)
situata sotto la porta della vita (credo sia all’altezza del diaframma…boh
XD)
• Porta della Chiusura (杜門 Tomon)
situata sotto la porta della ferita
• Porta della Visione (景門 Keimon)
situata sul ventre
• Porta della Stupore (驚門 Kyōmon)
situata nel bacino
• Porta della Morte (死門 Shimon
)situata sul cuore
Su wikipedia ho trovato i nomi, dove sono poste l’ho messo io,
interpretando un disegno nel manga di Naruto. Non prendetelo come oro colato XD
Trovo assolutamente doveroso porgere le mie scuse a
tutti coloro che seguono questa storia, per l'immenso ritardo. Giuro che è
anche colpa delle congiunzioni astrali. Sigh! Detto questo, non perdo tempo e vi
passo a ringraziare. Spero che il capitolo, tuttavia vi sia piaciuto, nonostante
la lunghezza (14 pagine buone!!! COntro le 9/10 solite)!
Vi ringrazio dal profondo del cuore per il vostro prezioso sostegno, Urd
P.s. Un grazie particolare a Queenie, sempre perfetta come aiutante^__^!
RISPOSTE AI COMMENTI!
@seasons_girl: Autrice del mio calibro? Addirittura? Ma io arrossisco, mi
squaglio…e gongolo anche un po’ a dire il vero! Questi complimenti mi fanno
tanto piacere, anche se un po’ mi imbarazzano, devo ammettere che mi
gratificano! Comunque, il tu va benissimo dai, siamo quasi coetanee ^^
ehm…come dire…Kakashi sclera…e sclereranno tutti prima o poi. Questa
storia mi ha preso ed è sfuggita! Fortuna che metà del prossimo capitolo
l’ho già scritto, sennò guai! Mah, non so se è solo colpa di Kyubi sai? Ti
ringrazio tantissimo dei complimenti!Spero ti possa piacere anche questo
capitolo, un bacio!
@arwen5786: Tu che commenti una mia storia, di per sé è un onore, poi
che mi dici anche cose così belle ç_ç Accidenti, le lacrimucce! Che dire? La
lemon è stata un parto, ma alla fine è piaciuta, quindi sono felice di aver
comunicato almeno un po’ di quel che volevo dire. La mia visione della prima
volta è un po’ strana. Qui in particolare, non si accenna neppure al fatto
che Sakura provi dolore…but, tutto a suo tempo! Se ce la faccio, dovrei
riuscire ad inserire altri pair, tra cui, sicuramente, ci saranno anche
ShikaTema e NejiTen! Eheheh… Piaciuto intanto l’assaggino di Neji? Ti
ringrazio tanto e spero ti sia piaciuto il capitolo ^_^ Un bacio grande!!!
@Julia83: Oh, bene, sono felice che ti sia piaciuta!^_^ Chiedo scusa,
perché quell’aggiorna presto s’è perso…ç_ç mi dispiace moltissimo
dell’avere tempi di postaggio tanto assurdi. Prometto che cercherò di
migliorare un po’! Kakashi tiene moltissimo a Sakura, guarda qua! Eheh…spero
comunque tu mi possa seguire ancora, ti ringrazio tanto del commento e ti mando
un bacio!^^
@Kaho-chan: Cavolo, devo essermi persa delle tue storie troppo carine,
accidenti!>-< Ora appena ho tempo leggiucchio tutto, sìssì!^__^ Sììì…più
coccole dopo il sesso sfrenato >-
-< uff! Ti mando un grande bacio e ti ringrazio tanto del sostegno!^_^
@Maobh: Qualcosa è cambiato…? Chi lo sa? Che dici? Grazie dei
complimenti intanto e spero che anche questo capitolo ti possa piacere. Per la
lemon…l’esperienza personale mi aiuta molto. Ho avuto un ragazzo che è
stato iper carino con me la prima volta…quindi l’ho vissuta come
un’esperienza meravigliosa che ricordo sempre con calore. Volevo che anche per
‘sti due fosse così! Ahehm…oddea…che dico?! A volte straparlo!-.- Un mega
abbracciane!^^
@Yaoista for life: non ti preoccupare, va bene anche una recensione di poche
parole, l’importante, in ogni caso è che la fic ti piaccia! E’ se non piace
che mi preoccupo!!! Grazie davvero del sostegno, un bacio ^__^
@Queenie: Mon amour! La fic l’ho postata così l’altra volta, senza
di te…e difatti ora ho riletto lo scorso capitolo ed ho trovato mille errori
-.-‘ Vedi? Senza di te sono perduta!>_< Grazie dei complimenti e meno
male per la lemon *_* mi ha dato soddisfazione, ti dirò!!! Ora? Kakashi non
sembra ancor più un papà? O è ambiguo?O_O ‘sta storia finirà per
ucciderlo, poveraccio…eh? Scherzavo! Come faccio ad ucciderlo??ç__ç non
potrei mai…ehm…XD Tesoro, grazie mille del tuo sostegno, sei davvero
preziosa nei miei momenti di delirio cosmico. Ti do un grande bacio ^___^/
@Maho87: Ciao stella! Sì, poverini…ora inizieranno a soffrire sì…ehm…i
miei piani sono effettivamente abbastanza contorti! U___U Accidenti, non lo
credevo neppure io! Vero che Kakashi è carino? Spero anche in questo cap, perché
io lo amo *___* grazie mille dei complimenti, della rece e del sostegno!^^ Bax!!!
@LadyHellsing: Una mia fan? Accidenti! Davvero?? */////* Oh, ma che
caruccia che sei!!! Grazieeee!!! *////////* Sìssì Kakashi e
Kurenai…no…cosa sto dicendo…u_u chissà quando si rivedranno…ehm…O_O
Neppure io li vorrei separati, ma purtroppo ora mi serve che la storia vada
avanti così…e poi c’è Asuma ç__ç Uff…sai, a volte i personaggi fanno
tutto da soli!u_u Grazie davvero del commento e del fatto che sei mia
fan…troppo carina, sul serio. Bacio ^_^ Spero che il cap ti piaccia.
@EgabriT: Ciao!Quanto entusiasmo XD spero che anche questo cap sia così
bello e che Kakashi ti possa piacere anche qui ^___^ Un bacio!
@Chimera: Accidenti, ogni tuo commento è oro per me. Io amo quello che
scrivi e come lo scrivi, quindi…wow *_* Comunque, che dire? Mi sono accorta
anche io degli errori nello scorso cap rileggendolo -.- Prometto di stare più
attenta, poi mi sa che non era neppure stato betato u__u’ sorry…Ad ogni
modo, sono felice che ti sia piaciuta la lemon*_* ne vado abbastanza fiera, dai
^__^ Speriamo che anche questo capitolo piaccia!!! Prometto che sarò più
costante, grazie davvero. Un bacione immenso ^__^
@Elder-senpai: Senpai…non aspettavo un tuo commento, ma ehi! Ben
accetto! Io amo le tue storie, così diverse…e crack…XD mi fa tanto piacere
che tu abbia apprezzato questa, un po’ banale (anche se odi Kakashi XD). Spero
che anche questo cap possa esserti piaciuto!Un bacione grande e grassie*__*
@Alyah: Bentornata!!! Ma lo sai che rileggendo Kakashi mi sembra ancora
più cattivo di quel che volevo? Accidenti…come cambia il pensiero nei mesi.
Comunque mi piace dipingerlo come un maestro un po’ paterno…^_^ Sakura è
ancora estranea a quel che pensa Kakashi, ma vedremo cosa accade con il prossimo
capitolo!Grazie davvero di aver recensito, e apprezzato! Bacini!
@Kun: Wow! Grazie dei tre commenti *_* troppo gentile…ti piacciono le
KakaKure? Non piacciono mai a nessuno ç_ç sono commossa! Io la amo come
coppia, da quando ho iniziato a leggere Naruto! Poi purtroppo…Asuma è sbucato
a rompere le scatole…XD No, dai, mi piacciono in coppia. Comunque ho in mente
un’altra KakashiKurenai, un po’ tragica, che scriverò chissà quando XD Le
recensioni non sono mai stupide! Grazie di aver letto tutto sino a qui e di aver
apprezzato ^___^! Un grande bacio!!!
I ringraziamenti vanno anche a tutte le numerose new entry dei preferiti: Bea107,chicchetta,
ElderClaud, fedecr90, gloria7, Jaki, Julia83,kun, ladyhellsing, Lady_KuroiNeko,
Malaglar, Metallika, nicichan, Princess of Persia, Rori_chan, slice (grazie
ancora della dedica nella tua fic*_*), SnowWhiteQueen, Wolly, xCaRolx
Ringraziamenti anche agli altri preferiti(ordine un po' sparso, scusate!!!): Alyah,
anu, Aya88, EgabryT, ele989, Kaho_chan, Kiby, lolki, Maobh, Metal_neo,
natsumi90, pk82, queen of night, Sakurachan, seasons_girl, Shoen, Tsuki no Hana,
Yaoista for life, Zenity, _Fallen_star_, Kyuubi, Lele 91, Maho87, Maobh e
mikyhops